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Le poesie di Carlo Cornaglia
"Metti una sera a cena" e "Una gnocca al giorno leva il medico di torno "

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METTI UNA SERA A CENA (2 luglio 2009)

L’anfitrione è il giudice Mazzella
che ospita il sodal Napolitano,
il Cavaliere, ahimé, senza donzella,
Gianni Letta con Angelino Alfano,

Donato Bruno con Carlo Vizzini,
i presidenti di due Commissioni.
Pensare mal non è da birichini,
il giudice Mazzella ci perdoni,

visto che fra tre mesi solamente
la Consulta è chiamata a sentenziare
su quel famoso lodo che consente
a Silvio Berlusconi di evitare

i processi ed il rischio di una cella,
la geniale invenzion di Angelo Alfano.
Caso vuole che il giudice Mazzella
ed il collega suo, Napolitano,

nella Corte costituzionale
fra coloro saran che voteranno.
Anche se non c’è nulla di illegale
nel sedere alla mensa col tiranno

che, forte della propria autorità,
si ritiene al di sopra delle leggi,
fan notare a Mazzella che non va
far dubitar che un giudice parteggi.

Mentre protestano le opposizioni
e il capo dello Stato non si sente,
Mazzella, che non vuol sentir ragioni
né critiche, non solo non si pente,

ma manda al Cavaliere una missiva,
che pubblica per farne un casus belli,
nella qual fra un lamento e un’invettiva
ci fa capire quanto sian fratelli:

“Mio caro Silvio, caro presidente,
una lettera aperta oggi ti invio
perché dubito molto seriamente
che l’Ovra sia caduta nell’oblio.

Nulla di carbonaro o piduista,
come dice quel tale in Parlamento,
nell’invitare a casa lo statista
che porterà l’Italia a salvamento.

Conversare con te e con altri amici
non mi sembra per niente sia un misfatto.
A casa mia non ci son nemici,
una fidata colf fa il cibo adatto

e neanche c’è l’ombra di spioni.
Non è stata la prima quella cena
né l’ultima sarà, mio Berlusconi,
almeno fino a quando la catena

di un totalitarismo nuovo e bieco
non ci tolga la nostra libertà.
La barbarie di cui sentiamo l’eco
certamente paura non ci fa…!”,

“Anche perché – aggiungiam malignamente –
nell’Italia, il paese dell’amore,
dove, più che scopar, guarda la gente,
soltanto tu puoi fare il dittatore…”

Dopo aver letto tali amenità
e capito che fine farà il lodo,
ci siamo chiesti che menù farà
la fidata fantesca così ammodo.

Abbiamo interpellato i fornitori,
abbiamo ispezionato la monnezza,
abbiamo percepito i buoni odori…
questo è il menù, ne abbiamo la certezza:

“Bigné désir de roi alla Carfagna,
cotechino in galera nel buon vino,
linguine di cronista alla sciampagna,
agnolottini in lodo alla Angelino,

bracioletta D’Addario alla barese,
cosciotto di piemme alla Forleo
con il contorno di fava pugliese,
zuppa ingese alla Mills e l’apogeo,

un buon tiramisù alla Noemi.
Il tutto con dei vini assai squisiti,
apprezzati perfino dagli astemi
fra i quali il top dei top: Bric dei banditi!”

A fine cena, i più si son recati
a dormire ciascun nel suo lettone,
mentre Silvio e i gorilla sono andati
per la strada, in cerca di battone.


*****


UNA GNOCCA AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO (21 giugno 2009)

Dovunque Silvio Berlusconi vada,
a Palazzo Grazioli in quel di Roma
od a villa Certosa a punta Lada,
si distingue di gnocca un buon aroma

e lo inseguono torme di ragazze,
non si sa se per loro convenienza
oppur perché d’amore sono pazze.
Eccellon tutte quante in avvenenza,

sono castane, brune, rosse, bionde,
vestite, seminude, scollacciate,
di media taglia, esili, rotonde,
acqua e sapone oppure ben truccate.

Sono veline, giovani attricette,
escort, modelle, brillanti meteorine,
trombate ad un reality, soubrette,
ministre, show girl, billionairine,

troniste, ballerine, letteronze.
Le più colte qua e là son candidate,
le altre sono dei gran pezzi di lonze
gradevoli d’aspetto e illetterate.

Trovano nelle case del premier,
oltre all’assai accogliente letto grande,
come narra Chirac, un bel bidet
dove le chiappe delle monacande

si son posate in grande quantità.
A ciascuna con gran galanteria
il Cavaliere un suo ricordo dà.
Perlopiù dona sol chincaglieria:

farfalline di strass dai bei colori,
biglie shocking da mettere alle dita,
ciondoli a tartaruga con decori,
qualche piccola statua ben scolpita,

braccialetti, minuscoli anellini,
catene per il collo o la caviglia,
piccole spille con i brillantini,
su disegno del premier, meraviglia!

Alle più fortunate il Cavaliere
ha fatto, invece, doni più importanti,
la ragione non è il caso di sapere.
Noemi ebbe un collier con i brillanti,

alcune han ricevuto un ministero,
altre una busta d’euro molto piena,
ad altre, infin ed il perché è un mistero,
fu offerta solo, ahimé, una ricca cena.

Una cosa a nessuna è mai mancata:
una canzon sul tema dell’amore
da Mariano Apicella strimpellata
e da Silvio cantata, man sul cuore.

Di queste cose parlano i giornali
e le television di tutto il mondo,
ad eccezion degli itali canali.
Per il complotto Silvio è furibondo,

ma agli italiani deve un risposta
a una domanda forse imbarazzante,
ma con la più profonda invidia posta:
“Le ha scopate davvero tutte quante?”


 
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