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Ospiti
EDIZIONE 2006
EDIZIONE 2008
> Asara Cottu, Gianpiero
> Capannolo, Gianluca
> Conte, Giuseppina
> Corax
> Cornaglia, Carlo
> D\'Alessandro, Alberto
> Emptaz, Erik
> Farzat, Alì
> Frattini, Mauro
> Giardina, Filippo
> Jamieson - Fountain
> Malatja
> Mengoli, Marco
> Najhold, Branko
> Nogueira - Joao Cruz
> Penner, Steve
> Prato, Javier
> Rivera, Andrea
> Velluto, Sergio
> Vincino
> Zevola, Oreste
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Corax
biografia (2008)
Predrag Koraksi, nato nel 1933 a Cacak, in Serbia, è stato tra i fondatori della Scuola per fumettisti agli inizi del ’50. Una decina di anni dopo fu membro di un gruppo di disegnatori molto popolare, denominato “Ogledalo”.
Fin dagli esordi della sua attività, Corax ha sollevato polemiche. Durante gli anni Ottanta, ad esempio, disegnava per il settimanale «Duga». In quegli anni era presidente delle Nazioni Unite Kurt Waldheim, criticato per le sue attività naziste durante la Seconda Guerra mondiale. Waldheim evitava di rispondere sulle sue responsabilità passate, ma Corax riportava a galla la questione disegnando una svastica sulla sua bocca. A causa di questi cartoon 50.000 mila copie del settimanale andarono distrutte, sebbene già 41.000 fossero ormai distribuite.
Durante l’epoca di Milosevic, la redazione di «Ve~ernje Novosti», presso la quale Corax aveva speso 25 anni della propria carriera, decise di sostenerne la politica. La redazione non solo cominciò a rifiutare la pubblicazione delle sue vignette, ma nel 1990 intentò anche un’azione legale contro Corax, mentre tutti i collaboratori della rivista non disposti ad allinearsi alle direttive furono respinti. Da questo momento egli cominciò a collaborare con diverse testate, molte delle quali successivamente soppresse.
Nel 1994 fu invitato ad esporre il suo lavoro in una importante galleria nel centro di Belgrado. Venti minuti prima dell'orario di apertura, il gallerista tirò via dai muri alcune vignette. A quel punto Corax sospese la mostra e portò via tutti i suoi cartoon lasciando le pareti bianche. Sentiva che il vuoto da lui lasciato sarebbe stato lo strumento più efficace, più efficace di qualunque mostra, per dimostrare quanto il regime di Milosevic fosse repressivo.
Durante il suo governo Corax non ha più realizzato mostre a Belgrado, ma nel 1996 aveva 50 esposizioni in tutta la Serbia, soprattutto nelle città dove l'opposizione è stata forte.
Dopo la caduta di Milosevic, Corax ha continuato a guardare con obiettività i governi in carica, non smettendo di criticare quanto meritasse di essere denunciato.
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